Lino Agrò Blog

(Quasi)tutto su di me: scrittura, canzoni, immagini e opinioni.

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venerdì, 28 ottobre 2005

L'ACCENTO DI ROCK POLITIK

Qualcuno ha notato l'errore più macroscopico legato alla trasmissione TV di Adriano Celentano? Noo? Allora ve lo dico io: la pronuncia del suo stesso titolo. La sbagliano tutti, dai lettori dei TG ai conduttori di talk-show e perfino gli annunciatori e le annunciatrici.  E' assurdo, poi, che anche gli stacchetti dello stesso programma declamino "pòlitik" (accentando sulla "o") anziché, come sarebbe corretto, "politìk", con l'accento tonico sulla seconda "i". Tale termine di origine estera, diffuso in molti Paesi germanici e dell'est con qualche leggera variante da un luogo geografico all'altro, viene sempre pronunciato come parola piana, ossia accentato sulla vocale dell'ultima sillaba. E' pur vero che in inglese si dice "pòlitics", ma non è scritto con la kappa finale come in tedesco o in russo, culture alle quali, del resto, detto titolo si ispira...

Postato da: linoagro a 15:58 | link | commenti |

venerdì, 21 ottobre 2005

CELENTANEIDE

Ieri sera, finalmente, lo show di Celentano in TV. Oggi i commenti, entusiastici, su tutti i giornali (di sinistra). Domani le bufere. Lasciamo da parte quello di cui si sta discutendo dappertutto (spettacolo lento ma bellissimo, metafore sull'arroganza del potere, ospiti d.o.c.) e poniamoci una domanda, sulla falsariga dell'infinita lista proposta dall'Adriano (dai suoi autori) iersera, volgarizzazione di altre celebri liste manichee di musica e letteratura: ma Adriano, oggi è rock? Se avete guardato quelle assurde ragazze travestite da rockettare anni '80 in un film scadente anni '90, se pensate all'industria del "Clan Celentano" con a capo la consorte Mori, se guardate questo spaventapasseri raggrinzito che avrà tanti meriti nel campo del social-tv, la risposta è...

Postato da: linoagro a 12:34 | link | commenti (3) |

giovedì, 13 ottobre 2005

Queste sono liste aperte, nel senso che potrò aggiungere titoli man mano che la memoria li restituirà. Ma adesso, se volete, nominate voi la vostra musica del disgelo, quella che scalda le vene e lascia intrecciare i corpi, più inebriante d’un vino rosso sangue…

 

 

 

Postato da: linoagro a 19:01 | link | commenti (2) |

I MIGLIORI DISCHI PER FARE L’AMORE 

 

Ossia quelli che segnano il tempo, che avvolgono i corpi su un letto, materializzandosi in alcove di suono…

 

 

 

ANNI ‘80

 

Negli anni ’80 si piazzava un long playing sul piatto dello stereo ma spesso, quando finiva la prima facciata, si era già troppo in là per i interrompere, alzarsi e girare il disco, sicché  magari si continuava senza musica. Oppure si inseriva una cassetta nel vano della piastra (durata: un intero LP per lato) e la copertura era più che raddoppiata.

 

Ecco la mia lista, tra cui figurano standard dell’epoca e scelte molto personali:

 

 

 

SadeDiamond Life (un classico, ma oggi improponibile);

 

Van MorrisonInto the music (insospettabile per tale scopo, pubblicato   nel decennio precedente ma riscoperto allora);

 

Everything but the Girl – Eden (dove il ghiaccio si scioglie);

 

Robert Wyatt Old Rottenhat (politicamente sensuale);

 

Paolo Conte Aguaplano (languide ironie, speziati incanti);

 

Lloyd Cole and the Commotions Rattlesnakes (serpenti addomesticati sulla pelle).

 

 

 

 

 

ANNI ‘90

 

Diffusosi il CD, tutto diventava più semplice, più complice. La musica poteva anche non cessare mai, dopo aver programmato la funzione repeat

 

 

 

Marc AlmondTenement Simphony (profluvio di voluttà, estasi ritmica di drappeggi dolceamari…);

 

Dinah Washington Compact Jazz (collezione Verve di standard anni ’50, tra languori di archi e paradisi vocali, in grado di far sciogliere chiunque);

 

Portishead Dummy (lo sbarco del trip-hop in camera da letto);

 

k.d. lang - Ingénue (frecce di miele scagliate da un saffico cupido);

 

Mazzy Star So Tonight That I Might See (velluti di sete psichedeliche);

 

The Gentle People Soundtracks For Living (viaggi galattici attraverso tunnel di ovatta);

 

Scott Walzer 1, 2, 3 (tre album separati, un unico mood, lussureggiante);

 

Juliette Gréco La Femme (la Signora comanda, e noi obbediamo);

 

Georges Moustaki – Bobino 70 (greek freak in a french cave);

 

Edith Frost – Calling Over Time (polvere e rugiada).

 

 

 

NUOVO MILLENNIO

 

Dovessi suggerire qualcosa, ecco cosa:

 

 

 

Mercury Rev – Deserter’s Songs (sogni a braccia aperte);

 

Sparks – Lil’ Beethoven (sorgente di scintille minimali);

 

Terry Callier – Occasional Rain (seventies mirabilia);

 

Diana Darby – Fantasia Ball (soffi di leggere brezze).

 

 

 

Queste sono liste aperte, nel senso che potrò aggiungere titoli man mano che la memoria li restituirà. Ma adesso, se volete, nominate voi la vostra musica del disgelo, quella che scalda le vene e lascia intrecciare i corpi, più inebriante d’un vino rosso sangue…

Postato da: linoagro a 18:57 | link | commenti |

martedì, 11 ottobre 2005

PIACERI SOLITARI

Inseguire l’attualità è roba da giornalisti, da osservatori, da opinionisti, e non sempre ogni giorno c’è qualcosa di importante da commentare (a parte le tragedie, le calamità, le guerre, le minacce incombenti di cui si parla ampiamente sui mass media). Così ho pensato, in mancanza di spunti legati al presente, perché non dare spazio su questo blog a ciò che rende speciale la nostra vita, che aggiunge qualcosa di importante a una giornata altrimenti banale, che ci dà piacere senza crearci ansia? La lettura di un libro, l’ascolto di un disco, la visione di un film possono talvolta essere molto più che lettura, visione, ascolto. E, a differenza di un nuovo amore o di un incontro erotico, ci proiettano in una dimensione virtuale nella quale interagiamo con gli altri e con il mondo su un piano immateriale, direi esoterico. Senza doverci confrontare con gli attriti della comunicazione reale.

Personalmente, se ho un paio di ore libere, preferisco leggere un libro piuttosto che guardare un film (beninteso, se non verso in un passive mood che mi fa desiderare solo di stendermi davanti al teleschermo in un soporifero annullamento di me…). La musica, poi, il suo ascolto esclusivo intendo, senza fare altro che quello, in perfetta solitudine, procura sempre un esclusivo piacere.

 

 

ASCOLTI CONDIVISI

Ma quando non si è da soli, quando vogliamo sedurre un’altra persona, quale disco scegliamo per inviare il nostro messaggio, per architettare la dimensione entro la quale scivolare insieme fuori dal mondo?

Io vi dirò i miei, di dischi complici, e poi voi mi direte i vostri.

Le mie scelte si riferiscono più al passato, per la verità, avendo di molto modificato le mie abitudini negli ultimi anni (leggi: pochissime occasioni galeotte, quasi nessuna, a dire il vero: gli ascolti condivisi adesso avvengono con qualche amico/a, ma sono innocentissimi).

 

Postato da: linoagro a 16:50 | link | commenti |

giovedì, 06 ottobre 2005

E’ singolare che gli unici esempi credibili di impegno civile e politico in Italia debbano oggi esser dati dai comici, visto che i politici hanno perso ogni credibilità e non meritano nessuna fiducia. Stamattina, a esempio, sintonizzandomi su Radio Deejay ho ascoltato le coraggiose opinioni di Luciana Littizzetto la quale, con garbo e fermezza, senza peli sulla lingua ha criticato l’ingerenza della Chiesa in temi quali i Pacs, l’aborto e la fecondazione assistita. Perché – ha detto in sintesi la Littizzetto – il Vaticano si schiera apertamente contro tali questioni anziché limitarsi a esprimere la propria posizione? Perché proclama “Non votate per quei politici che sono a favore dell’aborto” anziché dire semplicemente qual è la sua posizione al riguardo? Personaggi come il cardinale Ruini, Esilio Tonini e altri si aggiungono alla già notevole opera di persuasione di massa effettuata storicamente dai Pontefici e negli ultimi anni più che mai deleteria (ricordate la celebre uscita che condannava l’uso del profilattico in qualsiasi circostanza?) E ancora, perché la Chiesa non si è mai schierata contro la guerra con la stessa decisione e impegno profuso nelle suddette campagne? Una voce laica, intelligente e soprattutto chiara ci dice quello che nessun politico ha il coraggio e la libertà di affermare. Meno comica, in tale occasione, di tanti esponenti pubblici, la cabarettista torinese ha dato una bella lezione di sintesi e chiarezza dai microfoni della radio privata più ascoltata del Paese. Leggendo “La Repubblica” di oggi, giunge un altro esempio di coraggioso impegno contro lo sfacelo imperante in Italia. Un altro comico, Beppe Grillo – la cui statura è ormai da affiancare a quella di un geniale artista quale Lenny Bruce – ha rilasciato un’intervista nella quale riafferma le malefatte di chi occupa posizioni di potere utilizzandole per scopi personali con risultati catastrofici. Grillo ha pagato sempre a caro prezzo la sua integrità, ma è riuscito comunque a mantenere il proprio ruolo disturbante organizzandosi una rete alternativa tramite Internet, le tournée teatrali e altri canali di comunicazione, forme meno visibili di quella tv dalla quale è stato estromesso ma di certo non meno penetranti. E’ recentissima la notizia della sua inclusione nella lista dei 37 eroi europei del 2005 stilata dal prestigioso “Time”, insieme all’unico altro italiano presente, l’imprenditrice napoletana anti-camorra Silvana Fucito.

Postato da: linoagro a 16:49 | link | commenti |

mercoledì, 05 ottobre 2005

Bene, bene… vedo che il mio blogghino comincia a essere visitato, anke se ancora i commenti ai post sono un po’ scarsini, ma vedrai ke aumenteranno anke quelli. Ieri notte, dopo aver letto sdraiato sul letto, spostatomi sul divano in soggiorno, con il mio solito fluido da telerabdomante, ho beccato alla tele (Raidue) un programma su Dalida, icona pop spigolosa come nessuna e ultimamente involgarita dalle paololimitate e una fiction ridicola ke spero mai vedere. Conduceva una certa Stefania La Fauci (buona per qualche isola dei formosi) con ospiti in studio un biografo della Dali (pareva in gamba), Dario Salvatori (o Salvadori? Non indovino mai) nonké, in collegamento da Parigi, udite udite, nientemeno che Orlando (diligentemente pronunciato orlandò dagli astanti), fratello della compianta nonché assurda icona ank’egli, ridicolo e comico e grottesco a un tempo (ogni apparizione in tv di Orlandò è un evento, registrato e tesaurizzato dai cacciatori di trash). La scenografia di detta trasmissione era orribile: al centro dello studio stava un’accozzaglia di oggetti presentati come punti di riferimento nella vita della povera indifesa (il mio senso estetico e buon gusto li hanno rimossi, ma sopravvive qualche frame di un enorme mazzo di fiori e il titolo del film Via col vento, citato chissà perké…). Insomma, un patchwork per fortuna breve, ravvivato dai frequenti collegamenti con l’ineffabile testa di Orlando (permanente? parrucca? tintura di iodio?) e qualche fuggevole stralcio di repertorio: Dali nel suo primo film anni ’50, ancora mora, danza provocante come una specie di Gilda ma per fortuna ha già quella legnosità da trans che la rende unica; Dali ke piange a dirotto rivedendosi cantare in tv “Ciao amore ciao” di Tenco; Dali a colori, camp oltre il possibile, fine ’70 inizi ’80, ke si intravede su uno sfondo in studio. Ora io ripeto una mia teoria: tutte le grandi interpreti pop hanno un cotè kitsch che ne segna immagine e carriera, dunque dobbiamo prenderle così o lasciarle (mai, questo mai!). Certo Dalida si trascinava un bagaglio di paccottiglia molto ingombrante, eppure il suo peso non riesce a scalfire l’immensità di donna artista vittimasacrificale. Ma perché infierire? You’re adding insult to injury, diremmo, citando la song di un’altra grande immortale, Timi Yuro.

Postato da: linoagro a 15:47 | link | commenti |

lunedì, 03 ottobre 2005

Kualcuno ha visto iersera il nuovo telefilm-scandalo su LA7? Io sì, e con me il mio amico Pierocharlie, a cui per niente è piaciuto. Motivation: secondo lui, ke è etero rigido, la morale era ke lesbian è bello e etero no, ke tutti gli etero sono noiosi e chiusi di mente etc. Un po' gli do ragione, questo The L word un poco ricordavami di certi romanzi lesbian dove gli uomini, specie se etero, sono pochissimo presenti e quei pocherrimi anke vuoti e cattivi et esecrabili. Provate a leggervi Jeannette Winterson e vedrete. Ma, ove potete, contraddite - me!

Postato da: linoagro a 17:35 | link | commenti |

Si è conclusa ieri la manifestazione "Il Genio di Palermo", che ci ha visti - noi intellectuals, noi presenzialisti, noi skiffarati culturati - salire e scendere per scale, androni, magazzini e gallerie (in tutti i sensi) di mezzo centro città. Una cinque giorni che è sembrata, rispetto all'edizione di due anni or sono, non molto brillante. C'erano i soliti, e poche new entry in mezzo ai soliti. Tra i vincitori, Alessandro Di Giugno lo avevo pronosticato, mentre l'allestimento di Federico Lupo da Zelle è stato giustamente premiato, a sorpresa, si immagina per rigore e pulizia estetica: bravo Fede! Al di là di tutto, un dato emerge, e cioè ke a vincere quest'anno è stato un artista sui generis, un'icona in forte ascesa su diversi fronti: l'ineffabile Gianlukino. La sua effige era presente in almeno quattro atelier, Lukino dipinto mentre imbianca una parete da Buglisi, Lukino-immagine dei Saccardini su cartolina e catalogo, Lukino travestitina in foto da Di Giugno, Lukino come fondo sul desktop di Fede... Ecco perké lo vedevamo tutto impettito, ancora più del solito se possibile, alla presentazione allo Spasimo: occhiali scuri da divo, ciuffo all'indietro e maglia della salute sotto il giubbino, viva Gianlukino!

Postato da: linoagro a 17:28 | link | commenti |

Benvenuti nel mio blog. Alla fine ho ceduto anch’io e ho deciso di darmi in pasto alla grande rete, agli occhi curiosi di persone che non conosco o che ho conosciuto ma non sento e vedo più da secoli.

Lo spunto per aprire un diario on-line me l’ha fornito la recente pubblicazione del mio primo libro, Cartomante per necessità, un romanzo atipico per forma e contenuti, sarcastico e feroce ma anche, a tratti, struggente.

Esce per Stampa Alternativa, coraggioso editore divenuto celebre per aver lanciato, negli anni ’80, la fortunatissima collana di supereconomici denominata Millelire e che oggi vanta un catalogo nutrito di titoli scomodi e intriganti, di narrativa ma anche saggistica, arte, musica, fumetto. Dateci uno sguardo su www.stampalternativa.it

Postato da: linoagro a 12:49 | link | commenti (5) |