(Quasi)tutto su di me: scrittura, canzoni, immagini e opinioni.
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Nome: Lino Agrò
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COMMEDIA DIVINA
Come sono strani i meccanismi del business musicale. Mi sintonizzo su Radio Capital e vengo colpito da una bella canzone. Caso rarissimo, le belle canzoni sulle radio italiane sono mosche bianche. Ancora più strano è sentire annunciare titolo e interprete. La speaker questa volta lo fa, quasi a soddisfare la mia curiosità. The Divine Comedy in Diva Lady.
Che sorpresa! Uno dei migliori gruppi inglesi degli anni ’90 trova finalmente spazio alla radio! Certo, il loro periodo d’oro è passato, ma continuano ancora a proporre un pop colto ed elegante, arrangiato suonato e cantato benissimo.
L’artefice di tutto è Neil Hannon, brillante dandy che declina alchimie à la Bacharach e delizie elettroacustiche, ha composto un brano il cui testo contiene i nomi di decine di scrittori e narratori (The booklovers dall’album Promenade ) e consegnato alle orecchie più sensibili una serie di dischi indimenticabili (Liberation, Casanova, Fin de siècle, per citarne solo alcuni) ovviamente dimenticati da giornalisti e programmatori musicali del nostro Paese. Ma, a quanto si sente, non è mai troppo tardi…
THE MORRISSEY CONCERT IN ROME: MORE NEWS AND PICS

The Roman concert of July 16th was such an event that it’s good to add something. I had never been to a Moz gig before, but I knew a few things thanks to the live videos and the reviews I had read. First of all his audience,
as previously said. Then the music selection played to warm up the public before the beginning, curated by the Mancunian himself. What a thrill to single out the Smoking Popes (a melodic pop-punk band adopted by him in the mid-‘90s) or the cover of Everyday is like Sunday (but who performed it? It didn’t seem to be the excellent one by 10.000 Maniacs). I of course didn’t recognize many tracks, but they were all excellent, very ‘60s-oriented. One in particular was sung by a male voice in what it sounded like an Eastern Europe language, with a beautiful melody and a great string arrangement. Anyone there could please tell me where to find the whole track-list?

The supporting act was Kristeen Young, accompanied by a drummer-keyboard player. The first tracks were not bad, but she then tended to bore the awaiting audience, with her darkpop influenced by Siouxsie and Kate Bush, two genuine British icons.
I didn’t talk about the Italian flags on stage, the sentences pronounced by Moz in Italian, his bows and clothes. You find everything on the other blogs. Particularly recommended the one by Marchesa di Merteuil www.marchesadimerteuil.splinder.com , if you like the fanatic side of it.

IL CONCERTO ROMANO DI MORRISSEY: ALTRE INFO E FOTO
La serata del sedici luglio è stata un tale evento che val bene aggiungere qualcosa. Non ero mai stato a un concerto del Moz, ma certe cose le sapevo, dai video live e le recensioni lette. Prima di tutto il pubblico, come già detto. Poi la scaletta dei brani da mandare in diffusione prima dell’inizio, curata dallo stesso mancuniano. Che emozione riconoscere gli Smoking Popes (band di pop-punk melodico da lui “adottata” negli anni ’90) o la cover di Everyday is like Sunday (ma eseguita da chi? Non mi sembrava quella, eccellente, dei 10.000 Maniacs). Certo, molti pezzi non li ho individuati, ma suonavano intriganti, molto anni ’60. Ce n’era uno cantato da una voce maschile in una lingua che sembrava dell’Est Europa, con bella melodia e grande arrangiamento d’archi.
Qualcuno sa indicarmi dove leggere la lista di questa scaletta?
Supporter del tour, la cantante Kristeen Young, accompagnata da un tastierista-batterista. Non male nei primi pezzi, tendeva poi a stancare il pubblico in attesa col suo darkpop influenzato qui e là da Siouxsie e Kate Bush, due grandi icone British.
Non ho parlato delle bandiere italiane sul palco, delle frasi pronunziate da Morrissey nella nostra lingua, dei suoi inchini e dei suoi vestiti. Trovate tutto sugli altri blog, in particolare su quello della Marchesa di Merteuil www.marchesadimerteuil.splinder.com , che vi raccomando se anche voi siete dei fanatici.
Girl selling Moz T-shirts at the Ostia Antica Roman Theatre

Three fans from Manchester. PLEASE MANCUNIANS LEAVE A MESSAGE! HOW NICE AND FRIENDLY YOU WERE!!!!
THE MORRISSEY CONCERT IN ROME
EXCLUSIVE REVIEW AND PICTURES!

OSTIA ANTICA, HERE WE COME
Sixteenth of July two thousand and six. Morrissey disorientates his Roman public. The opening riff of Panic introduces his gig, just as the Smiths were still there. During the night we’ll listen to other two of the band’s hits: Girlfriend in a coma and How soon is now, the latter in a frenzy of electro-psych power. 
There was a great expectation for this show, due to the cancellation of several Italian dates. The singer is in a very good form and in a good humour. He talks to the audience and accepts all the flowers and T-shirts thrown onto the stage. He thanks for coming, though somewhere else Bob Dylan is performing at the same time. “It was a very wise decision choosing me”, he says, with his usual mix of presumption and british humour. He interprets his songs more like a distinct easy listening crooner than like a rockstar, supported by his faithful mozzabillies, especially Boz Boorer (who changes his guitars very often) and Gary Day. The Roman Theatre is packed. The audience is enthusiastic, but also composed and elegant. Some of those standing very near manage to get on stage, but the security service does its job, so someone gets knocked down and thrown out. Morrissey’s audience is always a bit special, a mixture of new wavers and rock’n’rollers. You can see ’50s- as well as ‘80s-obsessed, including some darks. Before the concert begins, I decide to walk around and take some pictures, with my friend’s mobile phone, of the best-looking people. There are many fans from Manchester and they’re nice and friendly to me. Some of them are portrayed here. The guy with a Smiths jacket and the gladioli is from Rome instead, while the girl in the metallic-decorated dress is from Ancona. 

During the brief yet intense set many songs from Tormentors are played (even if they could spare us a couple), including the immense Life is a pigsty, left at the end with its striking gong and epic ending. The sound system is perfect, it resounds with power and precision. There’s only one encore, before the star is driven away by his staff: Irish blood, English heart. And Italian passion, of course.
KEEP LOOKING AT THESE PAGES: MORE PICS AND COMMENTS TO COME!
LA TESTA RONZA MENTRE VELOSO CANTA
Ieri sera ero fra il pubblico al concerto di Caetano Veloso, al Teatro di Verdura di Palermo. Ho molta stima di questo musicista, ha una produzione di altissimo livello. Quando però l’ho visto salire sul palco accompagnato soltanto dalla chitarra, sono rimasto un po’ sorpreso.
(Per leggere il seguito, clicca su commenti)
MORRISSEY ESPLODE CON PANIC!
RECENSIONE E FOTO DEL CONCERTO DI OSTIA ANTICA
CON I TIPI PIU' MOZ-OBSESSED!
OSTIA ANTICA, HERE WE COME

Sedici luglio duemilasei. Morrissey spiazza il suo pubblico di Roma. In apertura di concerto, esplode l’intro di Panic, come se gli Smiths fossero ancora lì. Nel corso della serata verranno riproposti altri due hits del gruppo: Girlfriend in a coma e How soon is now, quest’ultima in un delirio electro-psych.
Lo show di Ostia Antica era molto atteso, soprattutto dopo l’annullamento di diverse date italiane. Il cantante è in gran forma, di buon umore, interloquisce col pubblico e accetta tutti i fiori e le magliette lanciati sul palco. Ringrazia per l’affluenza, nonostante altrove si stia esibendo Bob Dylan. “Avete fatto bene a scegliere me”, dice lui, con la solita presunzione bagnata di british humour. Interpreta le canzoni più come un distinto crooner di easy listening che da rockstar, spalleggiato dai fedeli mozzabillies, Boz Boorer (che cambia spessissimo chitarra) e Gary Day i più fedeli. L’anfiteatro romano è stipato fino all’orlo. Il pubblico dimostra il proprio entusiasmo, ma con una compostezza che ha dell’eleganza.
Dalla platea fitta di spettatori in piedi, ogni tanto qualcuno riesce a salire sul palco per abbracciare il suo idolo, ma il servizio d’ordine non sta a guardare e c’è chi viene atterrato in modo brusco e spinto giù. Il pubblico di Moz, si sa, è sempre un po’ speciale, un misto di new wavers e rock’n’rollers.
Si vedono look ispirati agli anni ’50 come agli ’80, incluso qualche dark. Prima dell’inizio decido di andare in giro per fotografare, col cellulare di un amico, i tipi più interessanti. C’è una nutrita rappresentanza da Manchester, fans simpatici e disposti al dialogo. Ne vedete alcuni in queste immagini. Il tipo col giubbino e i gladioli è invece di Roma, la ragazza con l’abitino a inserti metallici è marchigiana. 
Nel breve ma intenso set sfilano diverse canzoni di Tormentors (delle quali un paio potevano essere risparmiate), inclusa l’immensa Life is a pigsty, lasciata per ultima coi suoi clangori di gong e l’epica coda strumentale.
L’impianto di amplificazione, perfettamente messo a punto, emette il suono con precisione e potenza. Viene concesso un unico bis, prima che il divo fugga in automobile: Irish blood, English heart. And Italian passion, of course.
TENETE D’OCCHIO QUESTE PAGINE: ALTRE FOTO E COMMENTI IN ARRIVO!
A che cosa assomigliavamo? Tutti innocenza, tutti dolcezza e accesa anarchia. Il più lieve fugace sguardo o carezza risplendeva tra noi come un fiammifero acceso, la promessa di qualcosa di più grande, forse tanto grande da incendiare l’intera città. Che tempi.
We’ve only just begun, non ti ricordi mi hai detto di amarmi baby, i Carpenters si stratificavano in armonie aeree, e le armonie stridenti di quei successi degli Abba e A-A-Afternoon Delight, che si fratturavano senza avvertire negli X-Ray Specs e Siouxsie dagli occhi neri, i Jam e i Damned, nell’avere sedici anni, diciassette anni, bruscamente consapevoli per la prima volta. Tutti innocenza, energia cruda, ironia allenata, tutti noi. Catherine MacKenzie portò a scuola la sua cassetta dei Carpenters per dimostrare che Karen Carpenter cantava “le migliori canzoni d’amore sono scritte con un braccio ro-o-tto”.
Ali Smith
Tratto dal libro Penguin Supersonic 70’s, pag 1 – Extract from Like
La traduzione è mia.
Ho cominciato a leggerlo e mi è venuta voglia di condividerlo con voi.
E' tanto che non aggiorno 'sto blog, un po' la pigrizia, un po' la musica che mi assorbe (Latenighttales, una splendida compilation curata da Belle & Sebastian, tonnellate di Northern Soul, e un ritorno di fiamma: i Pulp, anche loro con una doppia compila di 70's freakbeat e l'ultimo, splendido album prodotto da Scott Walker We love life). In realtà sto anche cercando di finire il mio secondo libro, dedicato al lato stravagante di Palermo, la città dove vivo.
Volevo chiudere per ferie, ma in effetti dovrò raccontarvi come andrà il 16, a Ostia antica. C'è un concerto da quelle parti, lo sapevate?
Se qualcuno che blogga con me vuole incontrarmi, si faccia sotto. Abbiamo mezzo mese di tempo per prendere accordi.
Oye!