(Quasi)tutto su di me: scrittura, canzoni, immagini e opinioni.
![]()
Nome: Lino Agrò
RADIO
SUONI
FISSAZIONI
ARTS
DJING
SCRITTURE
FETICISMI
OBSESSIONS
linoagro@libero.it
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
aprile 2009
marzo 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
visitato *loading* volte
LINO AGRO’
WAX OF PLEASURE
DJ SET
Venerdì 1° settembre - ore 22,30
Palermo - Giardino della Zisa
Una selezione di musica dal sapore seducente, che riprende essenzialmente il mood degli anni ’70. Soul, funk, jazz, disco e boogie mescolati insieme in un crescendo di ritmo e feeling good tipico dei classici dell’epoca d’oro del groove, come pure dei pezzi meno noti ma coinvolgenti fin dal primo ascolto. Mentre girano sui piatti i vinili ritrovati nei mercati dell’usato o in polverose soffitte - per la maggior parte sette pollici, ma anche disco-mix dell’epoca e qualche CD dal suono caldo) - il pubblico riconoscerà incisi e frasi musicali citati e campionati decine di volte dai protagonisti delle scene pop, house e hip hop degli ultimi due decenni.
I'M WAITING FOR YOU!
E LA CHIAMANO ESTATE
Anche questa sta scivolando via, tra sinuosità e fracasso. Forze di pace che sanno di guerra, lurida guerra con bombe e fazioni e oscuri moventi. In sottofondo il brusio, dei politici strappati ai loro yacht e coste azzurre per riunirsi a impastare nuovi pastrocchi. VIP(erelle) e VIP(erelli) debordano dai settimanali pettegoli, brutti unti insopportabili. Sbarchi clandestini sfiorano le nostre giornate senza intaccarle di disperazione. Il calcio ci flagella, questa volta anche d’estate, con strascichi e anticipazioni di cui non ci importa nulla (a noi che cerchiamo, che amiamo altro). 
Cerco di tenermi distante da tutto ciò, anche se l’anima brucia al pensiero di chi muore senza meritarlo e chi dovrebbe morire sta sempre lì a prosperare, a strombazzare, VIPeri politicanti musicanti incartapecoriti.

Un libro che sto leggendo sembra proprio che parli di me, delle mie paranoie slanci fobie passioni manie di grandezza. E’ scritto da Dave Eggers (nella foto in basso), l’ho preso un paio di anni fa ma mi ci sono immerso solo adesso, e in questi giorni lo stanno smerciando in libreria con l’offerta del prendi tre paghi due, perché è un Oscar Mondadori. Ho trovato il tempo di leggere anche qualcos’altro, non tutto memorabile. Buono Il Bugiardo di Stephen Fry, criticato quasi stroncato sul supplemento libri di “Repubblica” e forse per questo ricercato dai curiosi
.
Niente TV e pochissima radio, per evitare le nauseanti canzoncine trasmesse in continuazione senza ritegno e rispetto per le orecchie buone che ancona (r)esistono. Riscopro così, sul mio personal stereo, il genio di Roy Ayers, vibrafonista di classe, performer produttore arrangiatore compositore in un mare eclettico di soul-jazz, funk, boogie, disco. La sua musica ti circonda e incatena, genera stati di benessere e visioni. Ti chiedi come può una mente concepire questi giri armonici, le svolte imprevedute, la perfezione concentrica di mantra dalla classe infinita.
E mi ributto nella disco, la tanto bistrattata disco, musicaccia di serie B un tempo, oggi territorio da riesplorare, miniera dalle inesauribili vene aurifere. Leggo “Record Collector”, praticamente la mia bibbia. Fra le sue pagine sento di non essere un asociale criticone, stravagante esploratore di voci e musiche oscure. E se la radio continua a martellare sciocchezze, cosa può importarmene, se i padiglioni interni della mia cuffia sono foderati di soffice tessuto e le casse dell’impianto vibrano di potenza e sensualità?

His Master's New Single!
In The Future When All's Well.
Available in many attractive formats!
MADONNA. CROCI E FULMINI E IL GIUDIZIO DI MORRISSEY

Poco prima di partire per il concerto di Morrissey, incontro casualmente un amico in centro. E’ in compagnia di un giovane critico cinematografico, molto noto qui in città per le scelte ricercate e la qualità delle sue iniziative culturali. Sentito del mio imminente spostamento a fini musicali, illuminandosi in volto mi fa: “Madonna, spero!” La mia espressione facciale passa da subitanea interdizione a snobistico distacco. Poi mi chiedo, fra me, com’è possibile che uno come lui vada in visibilio per questa star globalizzata. Ma ho già constatato in diverse occasioni che individui che si distinguono in un determinato campo della cultura (letteratura, cinema, teatro, arte…) rivelino poi spesso gusti discutibili in qualche altro ambito. Per carità, Madonna l’ascolto anch’io, ma alla radio o in macchina, tanto per sentire come suona il nuovo album. Poi la metto via, per tornare alla musica da ascoltare con tutti i sensi. Impensabile andarla a vedere in concerto.
I TG di questi giorni ci hanno mostrato brevi spezzoni dall’ultimo tour: stesse scenografie da megabaraccone, solita voce improbabile che non azzecca una nota nonostante il faraonico impianto strumentale, stessa orda di fans urlanti i quali, anche se ci fosse qualcosa da sentire, non te lo consentirebbero. Sappiamo tutto delle recenti polemiche, crocifissioni inviti al Papa critiche della Margherita. Rifiuti sdegnosi di concedere un salutino alla folla stremata ai piedi del Suo hotel. Abbiamo bisogno di altro?
All’inizio della sua straordinaria ascesa con gli Smiths, a metà anni ’80, Morrissey dichiarò ai media: “Madonna è il simbolo della prostituzione organizzata”. Quell’immagine puttanesca, sfacciata e aggressiva si trovava agli antipodi del suo ideale di donna artista, incarnato dalle sue icone personali: Sandie Shaw, Joni Mitchell, Anna Magnani, Nico e la stravagante spendacciona Viv Nicholson fra le altre (che appare in tre copertine del gruppo, inclusa quella che vedete qui in basso).

Nei decenni successivi Madonna ha dispiegato strategie e abilità, coltivato arti religioni filosofie. Le hanno misurato il quoziente di intelligenza, che si è rivelato altissimo. Ha costruito un impero e mai conosciuto momenti d’ombra. E’ universalmente riconosciuta come uno dei personaggi-chiave nella storia del costume del secolo scorso. Ed è già entrata trionfalmente nel nuovo millennio, intatti il successo e l’appeal.
Si ha però l’impressione che stia ancora inseguendo qualcosa, quel qualcosa che va cercando da anni nelle biografie dei grandi, nell’opera di chi ha lasciato il segno. Un qualcosa che le sfugge, perché non lo si può costruire né col denaro né con il potere.