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mercoledì, 25 febbraio 2009

ARISA, BUFFA ICONA POP, SBANCA SANREMO E CONQUISTA TUTTI

 Arisa con trofeo Sanremo

Ha catturato sguardi e attenzione,  solleticato curiosità ancor prima di aprire bocca. Di fronte alla sua vocetta da papera e ad una canzoncina banalotta hanno gridato al miracoli sussiegosi critici e sciampiste in pausa pranzo, giornalisti snob e opinionisti severi - per una volta coalizzati con casalinghe idraulici e pizzaioli - hanno subito tifato per lei, per questa buffa ragazza troppo disarmante per essere finta.

Arisa piange per la vittoria

E’ l’alchimia del pop, bellezza, un mistero insoluto, un fascino sempre nuovo. Confesso di aver subito anch’io, fin dalle selezioni di SanremoLab, l’attrazione sghemba e magnetica per un personaggio che pare uscito da un fumetto, o da un filmato in technicolor, che suscita sorrisi e tenerezze, che pare una sorsata di acqua fresca nel mare pestilenziale di liquami dell’odierna musica leggera.

 

E, nella puntuale caccia al “sai chi ricorda?”, si sono fatti i nomi di Tracey Thorn degli Everything But The Girl – il nostro amico Kurtigghiu l’ha definita la sorella bella -, di Nana Mouskouri e di chiunque abbia indossato un paio di occhialetti stravaganti negli ultimi cinquant’anni.

 Blossom Dearie CD 2

Io, però, ho ripensato a una cantante jazz dalla vocina piccola e dall’allure irresistibile, anche lei fornita di occhiali ma coi capelli di platino, che incideva per l’etichetta Verve album di gran classe eppure leggeri come una nuvola di vapore alla colonia. Non a caso, sono andato a ripescare un paio di CD e, ascoltandoli, le analogie vocali con la nostra novella star non sono risultate poche. Che qualcuno le abbia fatto scoprire l’esistenza di Blossom Dearie non pare del tutto improbabile, visto l’accompagnamento illustre e swingante del maestro Lelio Luttazzi, che sul palco di Sanremo ha ricevuto più onori di tutti i padrini della mafia siae e di leggende viventi come Burt Bacharach.

 Blossom Dearie CD 1

Per la cronaca: il singolo e l’album di Arisa sono subito schizzati al primo posto di tutte le classifiche italiane di vendita e download; la canzoncina, ancor prima di vincere le Nuove Proposte del Festival, era già trasmessa da tutte le radio del Belpaese e la comica ragazza – fino a ieri di professione estetista - è onnipresente in radio e in tivvù. Alla faccia delle figlie e dei figliocci di.

Postato da: linoagro a 17:05 | link | commenti |

martedì, 10 febbraio 2009

MORRISSEY: SAME OLD SONG?

morrissey_paris single

E' tornato con un nuovo album, a un paio di anni dal precedente. Ma, cosa ancor più inusuale, è tornato di prepotenza nelle radio italiane. Parliamo di Morrissey, di certo non nuovo su queste pagine. Il suo ultimo singolo I'm throwing my arms around Paris è in heavy rotation su Radio Capital, Radio Deejay e altri network nazionali. Deejay, in particolare, non promuoveva un pezzo del Moz da quando, a metà anni '90, programmò a tempesta Dagenham Dave, primo singolo tratto dall'unico e controverso album inciso per la RCA Southpaw grammar (il nostro pretese allora il marchietto futuribile coniato nel 1969 e utilizzato anche per i dischi di Elvis).

Moz Southpaw album

Moz Dagenham Dave

Il punto è: se anche un appassionato degli Smiths e dei dischi da solista del suo frontman quasi sbadiglia al pensiero dell'ennesimo album composto dalle solite canzoni autoreferenziali, elettroacustiche e bla bla bla, a chi può giovare questa nuova uscità?

MorrisseyYearsOfRefusal

Moz stesso dichiara di volersi ritirare, ma in realtà sta forse soltanto seguendo le orme di quegli altri dinosauri del rock  - Stones, Dylan et al - che un tempo stigmatizzava dall'alto dei fulgori della sua inarrivabile band. Perché, parliamoci chiaro, in questi ultimi anni abbiamo apprezzato i suoi album poco fondamentali e non ricchi di momenti esaltanti, ma ora, a ragione, ci siamo un po' tediati.

The Smiths Rhino CD

Per non parlare di tutti i cofanetti (il più recente, della Rhino, nella foto), i greatest hits e le ristampe sotto varia foggia dei soliti singoli degli Smiths che sapevamo a memoria e abbiamo evitato di riascoltare ad nauseam per preservarne almeno una patina di rispettabilità.

Postato da: linoagro a 18:03 | link | commenti (7) |