(Quasi)tutto su di me: scrittura, canzoni, immagini e opinioni.
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Nome: Lino Agrò
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RIASSUNTO... 2
Leggo volentieri che il blog, nonostante la lunga sospensione, è tenuto sotto osservazione da tanti; bene, bene... Andiamo a due capitoli un po' dolenti, uscite per cinema e concerti.

CONCERTI
Per la verità non ne ho visti tanti, a causa della poca attrattiva su di me esercitata dalla musica della scena attuale ma, vista la considerazione di cui sembrano godere, ho fatto uno sforzo per andare a sentire i Marta sui tubi, un sabato sera ai Candelai di Palermo.

Ho scritto sentire? Perché in realtà, la presenza massiccia di adolescenti urlanti non faceva udire alcunché di quel che il cantante andava declamando, sorta di slogan puberali preconfezionati. Più persone, come dicevo, mi avevano segnalato questa band, e in occasione dell'ultimo concerto di Moltheni, sempre ai Candelai, un paio di componenti del gruppo suonavano con lui. Ma anche se non mi fossi aspettato quel qualcosa di cantautorale e intimo che la collaborazione lasciava intuire, le arie da rockstar, il trito trambusto da redattcilipeppers dei poveri, nonché le ricercate trame testuali prima citate mi hanno spinto ad abbandonare il locale dopo aver lasciato saturare i miei padiglioni auricolari con tre-quattronondipiù di quegli insopportabili pastrocchi salutati come inni dalla platea vociante.
FILM
Non abitando in una città propriamente pirotecnica dal punto di vista musicale e culturale, capita spesso di andare ad uccidere le proprie serate al cinema. E' sempre un terno al lotto indovinare il film giusto, ma spesso si ha bisogno anche solo di ingannare quelle due orette, senza pretese né aspettative. Un po' con lo stesso spirito siamo entrati in sala, verso la fine dell'inverno, incuriositi dalla fama di culto che circondava Lasciami entrare, pellicola citata quasi sempre in abbinamento alle avventure vampiradolescenziali che hanno sconvolto box-offices e classifiche di libri nel mondo intero. Perché, anche qui, di piccoli vampiri si tratta, con la differenza che il territorio è quello del Vero Cinema. Lo capisci sin dalla prima inquadratura, e man mano che la pellicola scorre ti avvince sempre più.

In fondo, perché è così difficile, al giorno d'oggi, incappare in un bel film? Perché è così difficile, probabilmente, mettere insieme veri attori - credibili, efficaci, secchi - fotografia onesta e precisa, capacità di raccontare una storia con ritmo e tempi giusti, dialoghi credibili nonostante l'incredibilità del tema. E poi, quel clima, quel qualcosa che ti rimane dentro quando esci dal buio della sala, che ti fa ricordare di quel film tra i cento e passa che hai visto negli ultimi mesi...
